Il segretario generale della NATO Mark Rutte, dopo un incontro con il presidente degli Stati Uniti, ha rivelato che Donald Trump era “chiaramente deluso” dal fatto che gli alleati degli USA abbiano rifiutato di partecipare alla guerra contro l’Iran.
In un’intervista alla CNN dopo l’incontro, Rutte non ha voluto dire esplicitamente se Trump abbia minacciato un ritiro dalla NATO in relazione alla guerra con l’Iran, ma ha descritto il colloquio come una discussione “molto sincera, molto aperta” tra “due buoni amici”.
Nelle ultime settimane Trump ha intensificato le critiche all’Alleanza Atlantica, definendola una “tigre di carta” e suggerendo che gli Stati Uniti potrebbero prendere in considerazione l’idea di uscirne. Il motivo è il mancato sostegno della maggior parte dei Paesi NATO al suo appello per un intervento militare volto a riaprire lo Stretto di Hormuz.
“Mi ha detto chiaramente cosa pensa degli eventi delle ultime settimane. Il quadro è complesso” ha dichiarato Rutte.
Al leader della NATO è stato chiesto se ritenga che i Paesi dell’Alleanza abbiano fallito nella gestione della situazione in Iran. “Alcuni sì, ma la grande maggioranza dei Paesi europei – e di questo abbiamo discusso oggi – ha fatto ciò che aveva precedentemente promesso in una situazione del genere”, ha risposto.
Ha inoltre sottolineato di aver fatto notare a Trump che i Paesi europei hanno sostenuto le operazioni, ad esempio dal punto di vista logistico e attraverso altri impegni.
Sebbene i rapporti tra Rutte e Trump siano stati finora relativamente buoni, la visita non ha attenuato l’ostilità del presidente verso gli alleati transatlantici che non hanno appoggiato Washington nella guerra contro l’Iran.
“LA NATO NON C’ERA QUANDO NE AVEVAMO BISOGNO E NON CI SARÀ QUANDO NE AVREMO DI NUOVO BISOGNO. RICORDATE LA GROENLANDIA, QUEL GRANDE PEZZO DI GHIACCIO MAL GESTITO!!!”, ha scritto Trump sulla piattaforma Truth Social dopo l’incontro con Rutte.
Questa settimana il presidente americano ha rivelato che la sua frustrazione nei confronti dell’Alleanza è iniziata già con l’opposizione ai suoi piani di acquisizione della Groenlandia. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ammesso ieri che Trump sta valutando l’uscita dalla NATO.
Trump critica da tempo la NATO e durante il suo primo mandato aveva già suggerito di avere l’autorità per ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dall’Alleanza. Nel 2023, tuttavia, quando presidente era il democratico Joe Biden, il Congresso ha approvato una legge che impedisce al presidente di prendere una decisione del genere senza il suo consenso.
Non è il momento dei risentimenti?
Prima dell’incontro tra Rutte e Trump, il senatore repubblicano Mitch McConnell ha diffuso una dichiarazione a sostegno della NATO, ricordando che dopo gli attentati dell’11 settembre gli alleati inviarono truppe in Afghanistan e Iraq.
Ha invitato Trump ad adottare una posizione “chiara e coerente” sulla NATO, sottolineando che non è nell’interesse degli Stati Uniti “dedicare più tempo a coltivare risentimenti verso gli alleati che a dissuadere gli avversari”.
Rutte ha incontrato anche il segretario di Stato statunitense Marco Rubio. Secondo una nota ufficiale, i colloqui hanno riguardato la guerra con l’Iran, gli sforzi degli USA per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina e il “rafforzamento del coordinamento e della condivisione degli oneri tra gli alleati NATO”.
Trump si è mostrato irritato quando Spagna e Francia hanno vietato o limitato l’uso del proprio spazio aereo e di strutture militari comuni da parte degli Stati Uniti durante la guerra con l’Iran. Questi Paesi, insieme ad altri, hanno però accettato di partecipare a una coalizione internazionale per riaprire lo Stretto di Hormuz dopo la fine del conflitto.
Il primo ministro britannico Keir Starmer dovrebbe recarsi nella regione del Golfo Persico per sostenere il cessate il fuoco. Il Regno Unito sta lavorando a un piano di sicurezza per lo stretto nel periodo successivo al conflitto.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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